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Mettete i sigilli all'inceneritore.

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roasio godioComunicato Stampa

Tra i firmatari dell’esposto dell’ottobre del 2013, con il quale è stata segnalata, per l’ennesima volta, alla Procura della Repubblica di Vercelli la presenza di una discarica non autorizzata per rifiuti speciali e tossico-nocivi all’interno dell’area dell’inceneritore di Vercelli, oltre ai rappresentanti di Società Futura e di Legambiente, ci sono imprenditori agricoli confinanti con il forno di via Asigliano.

Proprio loro ci hanno fornito in questi giorni le ultime analisi effettuate sulle acque dei loro pozzi situati nelle aree limitrofe all’inceneritore. Le analisi precedenti sono già state allegate all’esposto poiché confermavano la presenza nelle acque di falda delle sostante pericolose contenute nelle ceneri interrate.

Ebbene, le ultime rilevazioni evidenziano l’ulteriore innalzamento dei valori del manganese e del nichel, che, considerando i livelli raggiunti, a nostro parere non possono più essere giustificati con la solita favola per bambini, che da anni ci racconta che i terreni del Vercellese sono ricchi di questi elementi.

Il valore del manganese è pari a 1610 ug/l e quello del nichel a 39 ug/l. Il sospetto, quindi, che l’acqua di falda stia asportando le ceneri da fondo interrate nell’inceneritore e le stia distribuendo nel ciclo delle acque si è rafforzato.

A questo punto chiediamo che la Procura della Repubblica di Vercelli provveda, finalmente, a sequestrare l’area dell’inceneritore, disponendo analisi approfondite per definire, finalmente, la reale situazione di inquinamento ambientale. Tale situazione, peraltro, è già stata evidenziata nella sua gravità dal Consulente Tecnico della Procura di Torino, il dottor Cuttica, nella sua relazione depositata in Procura lo scorso anno.

Lo stesso Gip di Vercelli, proprio in base alla relazione del dottor Cuttica e delle ultime analisi sulle acque della falda superficiale, non potrà ignorare la sollecitazione del PM di Torino per disporre nuove indagini, considerando che i reati non sono affatto prescritti e che, a tutt’oggi, sono reiterati.

Non possiamo credere, inoltre, che la Procura di Vercelli abbia due pesi e due misure nel valutare la gravità dei reati ambientali. Abbiamo apprezzato, infatti, la decisione dell’ottobre scorso del PM di disporre il sequestro immediato di un’area della stazione, a causa della presenza di traversine interrate e, successivamente, l’apertura di un procedimento contro gli autori dell’inquinamento, ma non riusciamo affatto ad apprezzare la sottovalutazione della situazione all’interno dell’inceneritore, dove invece sono presenti non una cinquantina di traversine di legno, ma ben 45.000 mc. di rifiuti speciali e tossico-nocivi.

Come si spiega questa situazione? Forse a fare la differenza sono gli eventuali attori protagonisti? In precario equilibrio sulla traversine, infatti, troviamo imprenditori privati, mentre seduti sulle ceneri interrate ci sono Amministratori pubblici, amministratori di aziende pubbliche, dirigenti di amministrazioni ed uffici pubblici. Poche persone e ben individuabili da una parte, mentre dall’altra un intero sistema schierato a minimizzare e ignorare?

Gli unici in grado di risponderci sono i Magistrati della Procura di Vercelli e se non ora, quando?

la Presidenza di Società Futura

 

ANALISI POZZO 2013045

ANALISI POZZO 2013044

 

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