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Procura: se ci sei batti un colpo

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tribunale martelloIl P.G. dottor Carlo Maria Pellicano, della Procura Generale di Torino, in data 7 gennaio 2014 ha chiesto al Gip l’archiviazione del procedimento relativo all’inquinamento delle falde acquifere sottostanti al sito dell’inceneritore di Vercelli, che vedeva indagati quattro tra amministratori e dirigenti di Veolia Spa.

Società Futura non presenterà opposizione alla richiesta di archiviazione poiché, sin dall’anno 2008, siamo consapevoli del fatto che i quattro indagati non sono responsabili per i reati a loro contestati in questa fase di indagine.

Ricordiamo che la Procura Generale ha ricevuto un incarico assai circoscritto da parte del Gip di Vercelli, ovvero quello di stabilire se le falde acquifere nella zone dell’inceneritore sono inquinate e se esistano pericoli per la salute umana e per l’ambiente. E’ per questo motivo che il dispositivo di richiesta di archiviazione conferma in toto soltanto una piccolissima parte dei contenuti del nostro esposto del 2008, in particolare alcuni preoccupanti elementi:

 1. è tutt’oggi esistente una discarica non autorizzata per rifiuti tossici e nocivi all’interno dell’area dell’inceneritore, realizzata e gestita dal Comune di Vercelli (proprietario dell’area) e dall’Amnu di Vercelli (gestore dell’impianto);

2.le falde acquifere sottostanti all’inceneritore di Vercelli sono inquinate dai rifiuti interrati, composti da ceneri da fondo, fanghi di lavaggio delle polveri e polveri sottili estratte dai filtri del camino dell’inceneritore;

3. non vi è certezza in merito al possibile inquinamento delle falde e dei pozzi esterni all’area dell’inceneritore sui quali verranno svolti controlli (anche se i dati in nostro possesso confermano una situazione di inquinamento);

4. sono a tutt’oggi riconosciute irregolarità (a nostro parere illegalità) e responsabilità precise per l’inquinamento ambientale, oltre ad omissioni relative alla bonifica che sono attribuibili ad altri soggetti, ovvero amministratori pubblici e dirigenti di uffici ed amministrazioni pubbliche.

La Procura generale, pertanto, scarica sul Gip la decisione di trasmettere gli atti alla Procura di Vercelli con riferimento ai fatti ed alle condotte antecedenti agli indagati (prosciolti) e a loro non imputabili.

A questo punto è altissimo il rischio che, cinque anni dopo l’apertura di un’indagine sull’inceneritore di Vercelli, tutto si risolva in una incredibile archiviazione e che nessuno degli attori protagonisti dell’inquinamento ambientale, del quale sono e saranno vittime i Vercellesi,  venga messo di fronte alle proprie responsabilità penali e civili.

Ma come poteva finire, se non in questo modo, una vicenda che non ha mai ricevuto la giusta attenzione da parte della Procura della Repubblica di Vercelli? Fin dall’inizio, infatti, abbiamo avuto la sensazione che condurre indagini approfondite sul nostro esposto non fosse nei piani della Magistratura vercellese. Avevamo chiesto che la Procura si concentrasse su diversi filoni di indagine, ovvero:

a. nocività delle emissioni dei fumi in atmosfera;

b. presenza di una discarica di tipo B non autorizzata all’interno dell’impianto di incenerimento;

c. inquinamento delle falde acquifere;

d. inquinamento dei terreni e dei corsi d’acqua interessate dall’impianto;

e. irregolare trattamento delle ceneri da fondo;

f. danni alla salute umana, alle coltivazioni ed all’allevamento per le emissioni;

g. danni alla salute dei lavoratori dell’impianto.

Ebbene, ripensando all’iter del fascicolo, si ha la netta sensazione che persino la dottoressa Filoni avesse dovuto faticare per tenere aperte le indagini. Indagini che hanno permesso a Società Futura di poter essere considerata parte offesa nel procedimento, ma che alla fine hanno partorito un topolino.

Purtroppo, dopo il trasferimento della dottoressa Filoni, con due successive richieste di archiviazione, la Procura di Vercelli ha svuotato e demolito i contenuti dell’esposto, bloccando completamente le indagini e non ottemperando neppure alle precise disposizioni contenute nell’ordinanza della dottoressa Ferracane che, nel dicembre del 2011, accogliendo l’opposizione dell’associazione, ordinava di svolgere le indagini che erano state inspiegabilmente sospese.

L’inattività della Procura di Vercelli ha costretto Società Futura a chiedere l’avocazione delle indagini alla Procura Generale di Torino, proprio a causa delle seconda incredibile richiesta di archiviazione che, di fatto, ha sancito la morte dell’esposto dopo lunga agonia. Il comportamento della Procura della Repubblica di Vercelli, che peraltro non ha deragliato dai binari normativi, ha fatto comunque nascere una sensazione sgradevole, ovvero che si siano ignorate le eventuali responsabilità nella vicenda di amministratori e dirigenti pubblici. Infatti, né il giudice titolare delle indagini e tantomeno il Procuratore hanno indagato, oltre ai dirigenti e funzionari di Veolia, gli amministratori ed i dirigenti del Comune e della Provincia di Vercelli e neppure i dirigenti e funzionari degli uffici pubblici incaricati del controllo sull’inceneritore. Mai hanno indagato, inoltre, gli amministratori ed i dirigenti di Amnu ed Atena Spa, gestori dell’impianto di incenerimento. Una scelta che, dopo aver letto la relazione del dottor Cuttica e le conclusioni della Procura Generale, appare sempre più inspiegabile ed irritante. Perché non sono stati indagati i politici e gli amministratori? Perché non si è neppure accolta la proposta della dottoressa Filoni, del settembre 2010, di valutare l’iscrizione di questi soggetti “in relazione alla emanazione di provvedimenti della P.A. sulla bonifica scorie depositate nel 1987, ancora il loco per problemi tecnici e finanziari”?

Ma soprattutto: perché, dopo il trasferimento della dottoressa Filoni, non sono state svolte le indagini?

Il dottor Tamponi, in un incontro avuto nel suo ufficio, ci ha assicurato che la Procura è la casa di vetro dei cittadini vercellesi. Bene, prendendone atto chiediamo alla Magistratura di essere conseguente a questa affermazione e di dare risposte alla città di Vercelli, proprio per impedire che venga a mancare la fiducia da parte dei cittadini.

Attendiamo, quindi, uno scatto di orgoglio da parte del titolare delle indagini relative al fascicolo che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere stato aperto grazie all’ultimo esposto di Società Futura e Legambiente proprio sulla questione discarica ed inquinamento delle falde. Non sarebbe necessario, infatti, che il Gip trasmettesse gli atti del nostro esposto alla Procura per iniziare indagini che dovrebbero già essere in corso.

Alla Procura come al Gip di Vercelli, peraltro, sono chiari da anni gli elementi della vicenda e quindi da parte nostra sarebbe inutile e persino stucchevole insistere con memorie o con altra documentazione prima delle decisioni relative alla richiesta di archiviazione. Il materiale contenuto nel fascicolo, la relazione del dottor Settimo e quella del dottor Cuttica (ancor di più) non tracciano solo sentieri, ma autostrade di responsabilità penali a carico di moltissime persone ed i reati, al contrario di come paventato dalla Procura Generale, sono ancora in essere, fatto salvi quelli legati alla gestione Veolia che, ormai, non possono più essere dimostrati proprio perché le indagini non sono state svolte mentre l’inceneritore era in funzione. Proprio per questo rinunceremo persino a presentare una memoria al Gip del tribunale di Vercelli prima della sua decisione.

In ogni caso gli atti che si sono prodotti per merito del nostro esposto e del nostro impegno, consegnano alla città ed alla storia i nomi di molti colpevoli, ma soltanto dal punto di vista morale. Ebbene, in una società civile questo non può bastare e ora tocca alla Procura dare un segnale di svolta.

Attenderemo questo segnale, vigili ed impazienti, ma senza mollare la guardia.

Con lo staff dell’onorevole Mirko Busto, infatti, stiamo valutando l’eventuale possibilità, in mancanza di risposte adeguate, di richiedere al Ministero una ricognizione sulla gestione dell’esposto riguardante l’inceneritore, senza dimenticare la possibilità di mantenere il rapporto con la Procura Generale di Torino per le vertenze in essere presso la Procura di Vercelli.

Siamo certi, però, che l’evidenza dei fatti e i documenti prodotti saranno di stimolo ad un’azione decisa della Procura vercellese e che, quindi, non solo non ci saranno conflitti con essa, ma che al contrario presto le tributeremo attestati di fiducia e riconoscenza.

la Presidenza di Società Futura

I giornali della scorsa settimana non hanno brillato per l'esattezza di informazioni sui contenuti della nostra conferenza stampa e quindi vi invitiamo a seguire il video.

Di seguito, invece, trovate la relazione del Ct, la prima ordinanza del Gip, gli appunti della dottoressa Filoni ed il documento della Procura di Torino.

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