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La Regione Piemonte è salva!

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Inceneritore chiuderàNel 2012 Società Futura e Legambiente presentarono un esposto alla Procura della Repubblica di Vercelli con il quale si chiedeva di accertare eventuali responsabilità penali, nei confronti di dirigenti ed amministratori della Regione Piemonte, derivanti dall’inosservanza dell’art. 250 del D.Lgs. 152/2006.

Nell’esposto veniva evidenziato il fatto che la Regione Piemonte non si era sostituita, come previsto dalla legge, al soggetto colpevole ed al Comune di Vercelli nella realizzazione della bonifica dell’area dell’inceneritore di Vercelli, nonostante i forti ritardi e le sollecitazioni arrivate anche dal Consiglio Regionale.

Il Pm titolare delle indagini, al termine di una sommaria e, a nostro parere, insufficiente indagine, ha chiesto l’archiviazione con motivazioni da noi assolutamente non condivise.

Naturalmente abbiamo presentato l’opposizione al Gip ricevendo, però, un'incredibile delusione. Il giorno successivo all’udienza, infatti, è arrivato il dispositivo con il quale si è confermata l’archiviazione.

Sostanzialmente il Gip ha motivato la sua decisione affermando che:

1.  in via preliminare l’opposizione era inammissibile (allora perché convocare la camera di consiglio???);

2. nel merito si condividono le considerazioni del Pm;

3. la vicenda non risulta avere valenza sul piano dell’illecito penale e che, piuttosto, si innesca all’interno di scelte politiche ed amministrative da parte dei rappresentanti degli enti pubblici territoriali coinvolti.

Di fatto, quindi, la Procura della Repubblica ed il Tribunale di Torino hanno decretato l’inapplicabilità e, di conseguenza, l’inutilità del D.Lgs. 152/06 sulle norme in materia ambientale.

Da oggi è ufficiale: chi inquina potrà farla franca e le pubbliche amministrazioni non saranno condannate se non si sostituiranno ai soggetti interessati nelle bonifiche ambientali.

Si possono tranquillizzare gli Amministratori delle Regioni Puglia e Campania. Non procedere alla bonifica dell’Ilva di Taranto e dei terreni saturi di rifiuti tossici e nocivi nel napoletano non potrà essere considerato reato in base all’interpretazione del Pm della Procura e del Gip del Tribunale di Torino.

La decisione del Gip di archiviare l’esposto di Società Futura e Legambiente, associazioni di volontariato e come tali portatrici di interessi diffusi, produce un grande sconcerto ed apre un pericoloso precedente. Infatti sostenere che sostituirsi al soggetto interessato da parte della Regione, come previsto dall’art. 250 del D.Lgs. 152/06, nella bonifica di un’area talmente inquinata da mettere a rischio la salute dei cittadini e l’ambiente, quando il soggetto colpevole manifesti la precisa volontà di non procedere nei lavori sia “una decisione di carattere politico discrezionale che deve tenere conto delle risorse economiche disponibili”, di fatto svuota di significato la legge stessa ed assolve a priori gli Amministratori pubblici inadempienti.

Sottrarsi ad un obbligo di legge, sostenendo che non ci siano adeguate risorse economiche a disposizione, non può essere considerato un fatto politico da sottoporre al giudizio degli elettori, come sostenuto sia dal Pm che dal Gip, ma, a nostro parere, configura un preciso reato penale procedibile d’ufficio e che, come tale, avrebbe dovuto essere trattato.

Crediamo che il Parlamento ed il Governo debbano intervenire rapidamente su questa vicenda, introducendo modifiche alla norma che non permettano più curiose interpretazioni da parte dei Tribunali della Repubblica sulle leggi in materia ambientale e, soprattutto, assoluzioni a priori per le omissioni ed i ritardi attribuibili a dirigenti ed amministratori delle amministrazioni e degli uffici pubblici.

Lasciare legittimo spazio a sentenze come quella di oggi non può che significare impunità per gli inquinatori e inapplicabilità delle norme che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente in cui viviamo.

Abbiamo avuto l’ennesima conferma: il Parlamento italiano emana continuamente leggi severissime che sono costruite per essere aggirate senza conseguenza alcuna.

Quanto dovrà durare ancora questa presa in giro?

Boh, vedremo.

Intanto cosa dovremo aspettarci dalle Procure di Torino e Vercelli? Probabilmente altre archiviazioni e forse non saranno poi così ingiuste visto l'interesse sulle questioni della salute e dell'ambiente dimostrato dai nostri concittadini. Alla fine anche noi rompiscatole potremo avere la possibilità di decidere una volta per tutte se: accettare il rischio di vivere a Vercelli infilandoci le pantofole e rintanandoci in casa a vedere la tv in famiglia, oppure lasciare questa città per una zona dove ogni giorno non si debba rischiare la salute dei nostri figli per gli inceneritori, i diserbanti, i pm10 ed ogni sorta di altra emergenza salute.

Vedremo...

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